Sitio Oficial del Beato Manuel Lozano Garrido, Lolo

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Beato Manuel Lozano Garrido, Lolo:
El primer periodista seglar elevado a los altares
"El periodista es catedrático de la verdad en la universidad de la vida" (Beato Lolo)

«Un peri贸dico cristiano, instrumento de salvaci贸n para el siglo XX»
- Beato Manuel Lozano Garrido. Sina铆 n潞 7, 1960 -
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Beato Manuel Lozano Garrido: 28 anni di martirio

Gli anni che Lolo visse in piena attivit脿 dopo l鈥檈sperienza del carcere furono tre: dalla fine del 1939 all鈥檌nizio del 1943. Anni di idee, iniziative ed entusiasmo. Bisognava ricostruire la Spagna dopo la tragedia della guerra civile. Lolo si dedicava con tutte le sue energie soprattutto al Movimento dell鈥橝zione Cattolica di cui era diventato un dirigente. Fondava nuovi centri, organizzava conferenze, anche radiofoniche, scriveva articoli sui giornali. Ma si dedicava anche ai poveri, ai carcerati. In Spagna c鈥檈ra ancora la pena di morte, e in alcune occasioni ottenne il permesso di trascorrere con il condannato la notte che precedeva l鈥檈secuzione.

芦Verso la fine del 1942, Lolo cominci貌 ad accusare dolori reumatici in tutto il corpo禄, mi raccont貌 Monsignor Higueras. 芦Dolori sempre pi霉 forti. Fu visitato da vari medici. La situazione si aggravava e venne trasferito in un ospedale di Madrid. Fu l脿 che arriv貌 la sentenza definitiva: Lolo era stato colpito da “spondilite anchilosante”, una malattia 鈥 si legge nella cartella clinica 鈥 “progressiva e irreversibile che attacca selettivamente le articolazioni sacro-iliache, la colonna lombosacrale, dorsale e il tratto cervicale禄.

Per Lolo inizi貌 un martirio che sarebbe durato ininterrottamente fino alla morte avvenuta nel 1971.聽

28 anni consecutivi di dolori lancinanti. 芦Sopportati da Lolo senza mai lamentarsi禄, racconta monsignor Higueras. 芦Nascondeva il suo dolore in modo tale che non era possibile stabilire quando soffriva e quando non soffriva. Sul volto aveva sempre un’espressione che assomigliava a un sorriso: era come se avesse una misteriosa luce interiore che traspariva soprattutto dai suoi occhi. Un’espressione enigmatica. Io sapevo che soffriva pensando a Ges霉 crocifisso e offrendo a lui le proprie sofferenze; e ritenevo che quella specie di sorriso fosse conseguenza dall’amore intenso con il quale si teneva in contatto ininterrotto con Ges霉禄.

芦Comunque, i dolori fisici di Lolo erano atroci. Con il passare del tempo, il suo corpo era diventato rigido e deformato. I piedi erano degli artigli rattrappiti, incurvati all’indietro. Le mani avevano subito la stessa sorte. Le vertebre si erano saldate l’una con l’altra, rendendo il corpo un sasso. Lolo non riusciva neppure a muovere le mandibole e poteva nutrirsi solo con cibo liquido禄.

芦In quelle condizioni, ogni movimento provocava dolori indicibili. E si potevano notare sui muscoli del viso che si contraevano sfigurandolo, ma senza cancellare quel misterioso sorriso禄.

芦I momenti della sua giornata pi霉 drammatici erano quelli del mattino, quando doveva essere tolto dal letto e alla sera quando ritornava a letto. Erano operazioni che duravano anche un’ora e venivano eseguite con l’aiuto di una trentina di cuscini posti al momento giusto per poter impedire che i dolori diventassero insopportabili. Verso la fine dei suoi giorni, il fisico era diventato una specie di involucro incartapecorito, che pesava una trentina di chili. Ogni tanto bisognava togliergli il sangue per fare le analisi. Operazione che era diventata un dramma. I medici, dopo che tutti i tentativi nelle braccia, nelle mani, nelle gambe, risultavano inutili, si erano ridotti a siringare le orecchie, unico punto del corpo dal quale era possibile trarre un po’ di sangue禄.

芦Il medico che lo curava, dottor Juan Perez Martinez, fece una dettagliata relazione della malattia di Lolo e, a proposito dei dolori, scrisse: “脠 come se avesse infisso uno spillo in ogni cellula del suo corpo”禄.聽

芦Un giorno venne a fargli visita Fr猫re Roger, il famoso monaco cristiano svizzero, fondatore della comunit脿 monastica ecumenica dei Fratelli di Taiz茅. Rimase a conversare con Lolo. Ascoltava osservando quel corpicino aggomitolato e sorridente. Prima di andarsene, prese la penna e, sul paralume della lampada che Lolo aveva sul tavolo dove lavorava, scrisse: “Lolo, sacramento del dolore”禄.

芦Negli ultimi nove anni della sua vita, Lolo divenne anche cieco. Ma non permise mai che il dolore e le varie disabilit脿 fermassero il suo lavoro. Il lavoro era la sua missione e anche il suo modo di guadagnarsi da vivere. Lo disse chiaramente ritirando uno dei tanti premi letterari che gli vennero assegnati. All’inizio della malattia riusciva a scrivere a macchina, pur con fatica e dolore. Con il passare del tempo, le sue dita non avevano pi霉 la forza di battere i tasti della macchina, e riusciva a scrivere, sia pure sempre con estrema fatica, a mano. Poi fu colpito da una paralisi alla mano destra, e allora impar貌 a scrivere con la sinistra. Ad un certo punto non riusciva pi霉 a scrivere neppure con la sinistra, neanche facendosi legare la matita al pugno. Allora alcuni amici gli regalarono un magnetofono e dettava i suoi pensieri. Sua sorella Lucy poi li trascriveva e li mandava al giornali禄.

芦In questo modo e superando tutte queste difficolt脿, Lolo continu貌 a lavorare regolarmente fino alla morte. Scrisse centinaia di articoli che venivano pubblicati da vari quotidiani: “Ya”, “Telva”, “Vida Nueva”, l’agenzia “Prensa Asociada”, “Signo”. Scrisse anche nove libri che ebbero un’ottima diffusione e con i quali vinse vari premi letterari禄.

芦Un giorno, pensando a Lolo e ai suoi dolori, ho fatto dei calcoli: Lolo visse con questi dolori, continui e incessanti, per 28 anni. Cio猫 per 14mila e 200 giorni; per 250mila ore. E come ho gi脿 detto, senza mai lamentarsi. Senza che i dolori riuscissero a togliergli la gioia permanente, il sorriso semplice e continuo, il senso dell'umorismo禄.

芦Lolo aveva una visione profonda a chiara della dottrina del “Corpo mistico di Cristo”. Sapeva che ciascuno di noi vive di Cristo, il quale continua in ciascuno di noi la sua passione, la sua morte e la sua risurrezione. Sapeva che le sue sofferenze, vissute nella fede, sarebbero servite a salvare molti fratelli, come le sofferenze di Cristo avevano redento il mondo. Ecco perch茅 le sopportava sempre con il sorriso sulle labbra. Ecco perch茅, nonostante i dolori e le difficolt脿, volle lavorare sempre fino alla fine della sua vita禄.

芦Lavoro e sofferenza erano gli strumenti della sua “vocazione” e del suo apostolato. Scriveva per diffondere i valori in cui credeva. Sopportava serenamente le sue sofferenze per aiutare i fratelli in Cristo. E soprattutto i colleghi giornalisti perch茅 sapeva quanto importante fosse la stampa per diffondere i valori fondamentale della vita e le verit脿 religiose禄.

芦A questo scopo aveva fondato una associazione che chiam貌 “Sinai”. Si ispirava a un episodio della vita di Mos猫, raccontato nell’Esodo. Ci fu una battaglia tra ebrei e i soldati di Hamalek. Mos猫 era sul monte che guardava e pregava. Quando pregava con le mani alzate vincevano gli ebrei. Quando abbassava le mani per la stanchezza vincevano i soldati di Hamalek. L’episodio indica l’importanza della preghiera. E Lolo volle, con quella associazione, sostenere il lavoro dei giornalisti. L’associazione “Sinai” era formata da gruppi composti ognuno da 12 disabili e un monastero di clausura. Ogni gruppo “adottava” spiritualmente, e a insaputa degli interessati, i giornalisti che lavoravano in un giornale o in un gruppo editoriale perch茅 la loro opera fosse a vantaggio della Verit脿 e del Bene supremo delle persone. Il movimento “Sinai” arriv貌 ad avere fino 300 disabili impegnati in questa missione e 25 monasteri di clausura禄.

芦La casa di Lollo era diventata un centro di orientamento. Molti giovani andavano a fargli visita e trovavano in lui un amico, un compagno, un consigliere sempre pieno di entusiasmo e di idee. Lolo era innamorato della vita e, in quelle sue condizioni disastrate, riusciva a trasmettere a tutti amore per la vita. Anch’io fui uno di quei visitatori e, fin dal primo incontro, rimasi affascinato proprio da quel suo amore puro e totale per la vita, che era contagioso. Ogni settimana trascorrevo ore ed ore al suo fianco. Fino all’ultimo giorno della sua esistenza禄.聽

芦La sua morte giunse improvvisa. Era il 3 novembre 1971. Lolo aveva trascorso una notte molto agitata. Ma negli ultimi tempi accadeva spesso. La malattia lo stava consumando. Per貌 lui sopportava tutto con grande serenit脿 e non si lamentava mai. Era difficile per questo intuire la reale gravit脿 del suo stato. Il suo medico, scherzando, diceva spesso: “Lolo, sei un malato grave che gode di ottima salute”. E anche in quell’occasione non pensavamo che fosse giunta l’ora estrema. Lolo rimase cosciente fino all’ultimo momento. Al suo fianco c’erano le sue sorelle e il medico. Io pregavo con lui recitando il Padre nostro e l’Ave Maria, dandogli da baciare il Crocefisso. E lui esal貌 l’ultimo respiro, quasi senza che noi ci ne accorgessimo, in modo sereno, proprio come era sempre vissuto禄.

Artículo original en este enlace
Este artículo ha sido incorporado al Dossier de prensa digital que pusimos en marcha el pasado 05/09/2012, celebrando el Aniversario de bautismo de Lolo.

Puedes consultar dicho Dossier desde este enlace.
Renzo Allegri, 07/09/2018